mercoledì 6 marzo 2013
Firenze e i viaggiatori americani
Buongiorno... ci sarà una bellissima conferenza lunedì 11 marzo alle 4 del pomeriggio ad Accent sui resoconti dei viaggiatori americani e la rappresentazione di Firenze dal Gran Tour al turismo di massa...
martedì 5 marzo 2013
INCONTRO CON IL POETA FIORENTINO MARCO SIMONELLI
| Marco Simonelli è nato nel 1979 a Firenze, dove vive. Lavora come traduttore. Nel 1998 ha pubblicato il racconto in versi Memorie di un casamento ferroviere del ’66. Ha scritto e interpretato il poemetto drammatico Sesto Sebastian – Trittico per scampata peste (2004), riscrittura in chiave omosessuale del martirio di San Sebastiano. Del 2007 è invece Palinsesti – Canzoniere catodico. Nel 2009 ha vinto il premio Russo – Mazzacurati con Will – 24 sonetti . Per Massimo & Pierce di Black Sun Productions ha scritto i testi di Hotel Oriente (anarcocks.com, 2011). La sua ultima raccolta è L’estate sta finendo (Leconte, 2011). Suoi testi sono in uscita nell’XI Quaderno di Poesia italiana (Marcos y Marcos). |
Dopoaver letto le seguenti poesie scatenate la vostra fantasia e preparate unaserie di domande sulla sua vita personale e professionale e sui contenuti dellesue opere.
COMING OUT
[confessional poem #1]
Di MarcoSimonelli
Mia madre mi guarda
attraverso i suoi occhiali di strass,
con i suoi Bette Davis’ eyes
incrollabile mamma del Mulino Bianco
sorride come una diva rimasta senza Oscar
che, in fondo, se l’aspettava.
Madre eroica: come Rocky si è allenata ognigiorno
seguendo il corso aerobica Jane Fonda
per essere fisicamente preparata
a questa rivelazione “inaspettata”.
Che non sono Schwarzenegger
l’ha sempre sospettato;
il mio fanatismo per Madonna
lo ha confermato.
“Una madre certecose se le sente”
dice, ballerina che danza sulle punte,
Carla Fracci ragazzina al suo debutto.
Sono Gesù bambino
che guarda sua madre
like a virgin.
IL VATICANO DICE DI NON FARLO.
IL VATICANO DICE DI NON FARLO.
DiMarco Simonelli
Il Vaticano dice di nonfarlo.
Vuol dir che non avremocerimonia.
Ma quello Stato che monetaconia
Il nostro patto, amor, nonpuò disfarlo.
Ci unimmo un pomeriggionel salotto,
sfiorandoci le mani, permerenda.
“Di tue ferite io sarò labenda”
promettemmo mangiandoci unbiscotto.
In fondo non vogliamo unmatrimonio.
Ci basta un bacio dascambiarci al sole,
un avvenir di giorni comeprole.
È questa la ricchezza, ilpatrimonio.
(Chi ci dice che quellicon le ali
non siano anche loro omosessuali?)
EPICEDIO
Di MarcoSimonelli
All’ombra dei fanciulliche bulli ci fiorivano dappresso
abbuiati dai Cure e daiBauhaus, soundtrack dei giorni insieme
se n’andava la speme afarsi benedire. Soffrire non serviva:
lasciva quella mortec’attirava, e bastava ascoltarla
commerciale in cassetteduplicate, lasciarla musicale
che fosse look per intellettualoidiliceali e depressi come noi.
La tua professoressa dilatino t’incrinava il destino con i tre.
Io e te eravamo gli scemidel villaggio.
Nel paesaggio due semiintestarditi insieme impollinati
e l’unico sbocciare fusolo nei capelli colorati,
fu solamente nelle pellibianche; in due su un motorino
o al giardino dovefumavamo, facendo sega a scuola.
Adesso vola solamente ilricordare, per te che stai col Corvo,
le fasce stile Brandon Leedel non sopravvissuto, stormi d’uccelli neri,
che ieri c’era da mandarea mente quel brano dei Sepolcri che non so.
Ma oggi no: ti porto inlutto dark, con thanatos e con eros,
metamorfosi d’Ovidio,compagno adolescente.
In modo differente citrasformammo in niente.
(attivita' preparata da Simona Baldacci)
"Per un'ora d'amore" di Antonella Ruggero e dei Subsonica
PRIMA DI GUARDARE.
1) Rispondi alle seguenti domande con un/a compagno/a.
1. Che cantanti italiani conosci e hai ascoltato
in classe?
2. Ti piace o non ti piace la musica italiana?
Perché?
(PIACE+ NOME AL SINGOLARE O VERBO O SERIE DI
VERBI)
3. Quali canzoni ti piacciono e quali non ti
piacciono?
(PIACCIONO +NOME AL PLURALE O LISTA DI NOMI AL
SINGOLARE)
“Il mondo che vorrei” di Vasco Rossi
PRIMA DI GUARDARE.
1) Leggi il seguente brano sul cantante.
Nato il 7 febbraio 1952 a
Zocca, una tranquilla località sull'Appennino a metà tra Modena e Bologna, il
più famoso e celebrato rocker italiano deve il suo nome al padre Giovanni
Carlo, camionista, che, desideroso di onorare un compagno detenuto con lui in
Germania, chiamò il figlio con lo stesso nome. La madre di Vasco, Novella, si è
sempre occupata della casa, mentre il babbo girava l'Italia in lungo e in largo
con il suo camion.
Come ha cantato in una sua celebre canzone ("Voglio una vita spericolata"), Vasco non è mai stato una persona facile, adattabile alle convenzioni esterne o capace di seguire degli schemi. Ribelle e con una gran voglia di esprimere la sua vena creativa, nel 1972, in piena contestazione studentesca, comincia a interessarsi di teatro sperimentale ma, convinto di dover proseguire gli studi a tutti i costi, si iscrive alla Facoltà di Pedagogia dell'Università di Bologna. Ben presto, però, si rende conto che tra questa facoltà e la sua propensione per la musica c'è una bella differenza (nel dicembre del 1965, fra l'altro, aveva vinto il concorso canoro "Usignolo d'oro" con la canzone "Come nelle fiabe"), ed è una differenza che può segnare il suo grado di felicità.
Decide quindi di lasciare per seguire il suo istinto, tuffandosi così in un'altra esperienza che si rivelerà fondamentale per la sua carriera artistica: quella delle "radio libere".
Nel 1975, infatti, assieme ad un gruppo di amici fonda una radio libera che lo qualifica, fin da subito, come apprezzato dee-jay in Emilia Romagna, in parte del Veneto e della Lombardia. Dentro di sé, però, sogna di fare il cantautore, tanto che nel segreto della sua stanza compone testi e canzoni, le stesse che poi diventeranno patrimonio comune di un'intera generazione. Timidamente, dunque, comincia a farsi conoscere anche con proprie produzioni, dando libero sfogo a tutto il materiale che teneva celato in un cassetto.
Finalmente, nel giugno 1977 la Jeans pubblica il suo primo 45 giri, "Jenny e Silvia" mentre, l'anno dopo, ecco comparire il primo album, intitolato "Ma che cosa vuoi che sia una canzone", passato purtroppo quasi inosservato (il disco è però prodotto in sole 20 mila copie e distribuito nella sola Emilia). Anche il secondo 33 giri, "Non siamo mica gli americani", trova una certa difficoltà ad affermarsi nonostante contenga una "perla" come "Albachiara", una tra le più belle canzoni d'amore degli ultimi anni.
Lentamente, però, il pubblico comincia ad abituarsi allo stile di Vasco e a capire il valore delle sue canzoni. E' proprio la mitica "Albachiara", nel corso del '79, che gli regala l'ebrezza della ribalta, quando la presenta allo storico "Bussoladomani" di Viareggio. Seguiranno "Colpa d'Alfredo" (1980) e una serie di tour con la "Steve Rogers Band" per tutta la Penisola.
Come ha cantato in una sua celebre canzone ("Voglio una vita spericolata"), Vasco non è mai stato una persona facile, adattabile alle convenzioni esterne o capace di seguire degli schemi. Ribelle e con una gran voglia di esprimere la sua vena creativa, nel 1972, in piena contestazione studentesca, comincia a interessarsi di teatro sperimentale ma, convinto di dover proseguire gli studi a tutti i costi, si iscrive alla Facoltà di Pedagogia dell'Università di Bologna. Ben presto, però, si rende conto che tra questa facoltà e la sua propensione per la musica c'è una bella differenza (nel dicembre del 1965, fra l'altro, aveva vinto il concorso canoro "Usignolo d'oro" con la canzone "Come nelle fiabe"), ed è una differenza che può segnare il suo grado di felicità.
Decide quindi di lasciare per seguire il suo istinto, tuffandosi così in un'altra esperienza che si rivelerà fondamentale per la sua carriera artistica: quella delle "radio libere".
Nel 1975, infatti, assieme ad un gruppo di amici fonda una radio libera che lo qualifica, fin da subito, come apprezzato dee-jay in Emilia Romagna, in parte del Veneto e della Lombardia. Dentro di sé, però, sogna di fare il cantautore, tanto che nel segreto della sua stanza compone testi e canzoni, le stesse che poi diventeranno patrimonio comune di un'intera generazione. Timidamente, dunque, comincia a farsi conoscere anche con proprie produzioni, dando libero sfogo a tutto il materiale che teneva celato in un cassetto.
Finalmente, nel giugno 1977 la Jeans pubblica il suo primo 45 giri, "Jenny e Silvia" mentre, l'anno dopo, ecco comparire il primo album, intitolato "Ma che cosa vuoi che sia una canzone", passato purtroppo quasi inosservato (il disco è però prodotto in sole 20 mila copie e distribuito nella sola Emilia). Anche il secondo 33 giri, "Non siamo mica gli americani", trova una certa difficoltà ad affermarsi nonostante contenga una "perla" come "Albachiara", una tra le più belle canzoni d'amore degli ultimi anni.
Lentamente, però, il pubblico comincia ad abituarsi allo stile di Vasco e a capire il valore delle sue canzoni. E' proprio la mitica "Albachiara", nel corso del '79, che gli regala l'ebrezza della ribalta, quando la presenta allo storico "Bussoladomani" di Viareggio. Seguiranno "Colpa d'Alfredo" (1980) e una serie di tour con la "Steve Rogers Band" per tutta la Penisola.
1) SCRIVI DUE
DOMANDE DA FARE AI COMPAGNI E SCRIVI TRE RISPOSTE A SCELTA MULTIPLA. I COMPAGNI
DEVONO SCEGLIERE LA RISPOSTA CORRETTA
a.
b.
c.
a.
b.
c.
MENTRE GUARDI E ASCOLTI. Cerchia
i verbi al CONDIZIONALE e sottolinea i verbi al PRESENTE
Me ne accorgo così
Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei
ed è sempre quello che non si farebbe che farei
ed è come quello che non si direbbe che direi
quando dico che non è così il mondo che vorrei
Non si può
sorvolare le montagne
non puoi andare
dove vorresti andare.
Sai cosa c'è
ogni cosa resta qui.
Qui si può
solo piangere...
...e alla fine non si piange neanche più.
Ed è proprio quando arrivo li che già ritornerei
ed è sempre quando sono qui che io ripartirei
ed è come quello che non c'è che io rimpiangerei
quando penso che non è così il mondo che vorrei.
Non si può
fare quello che si vuole
non si può spingere
solo l'acceleratore.
Guarda un pò
ci si deve accontentare.
Qui si può solo perdere...
....e alla fine non si perde neanche più
Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei
ed è sempre quello che non si farebbe che farei
ed è come quello che non si direbbe che direi
quando dico che non è così il mondo che vorrei
Non si può
sorvolare le montagne
non puoi andare
dove vorresti andare.
Sai cosa c'è
ogni cosa resta qui.
Qui si può
solo piangere...
...e alla fine non si piange neanche più.
Ed è proprio quando arrivo li che già ritornerei
ed è sempre quando sono qui che io ripartirei
ed è come quello che non c'è che io rimpiangerei
quando penso che non è così il mondo che vorrei.
Non si può
fare quello che si vuole
non si può spingere
solo l'acceleratore.
Guarda un pò
ci si deve accontentare.
Qui si può solo perdere...
....e alla fine non si perde neanche più
DOPO AVER GUARDATO E
ASCOLTATO.
Discuti con i compagni in
classe
1. Qual è
l’argomento della canzone?
2. Scrivi con un
compagno 6 versi di una canzone usando il condizionale e la frase “Il mondo che
vorremmo”
3. Cosa pensi di
questa canzone e del cantante?
“RICOMINCIO DA QUI” DI MALIKA AYANE
“RICOMINCIO DA QUI” DI MALIKA
AYANE
PRIMA DI GUARDARE.
1) Rispondi alle seguenti
domande con un/a compagno/a.
1.
Ti piace la musica etnica?
2.
Che musica ascolti che non viene dal tuo paese?
3.
Sei un cantautore/ una cantautrice, devi scrivere una canzone con il tempo
verbale del futuro, di cosa parli?
2) Leggi il seguente brano sulla cantante.
Malika Ayane è
nata a Milano il 31 gennaio 1984 da madre italiana e padre marocchino. Inizia la sua attività
nel 1995, quando aveva 11
anni, entrando nel coro di voci bianche del Teatro alla Scala, nel quale resta fino al 2001 cantando spesso da solista, soprattutto nei repertori contemporanei di Benjamin Britten e Ralph Vaughan Williams. Incuriosita dalla "musica oltre al
teatro", inizia a sperimentare generi, passando dal blues al jazz, dal gospel all'electro-clash.
Parallelamente,
nel 2003, partecipa alla
fondazione di Music Organiz Action Music, rete di musicisti e deejay, che si dedica
alla realizzazione di colonne sonore per sfilate e di musica per eventi.
1) SCRIVI DUE
DOMANDE DA FARE AI COMPAGNI E SCRIVI TRE RISPOSTE A SCELTA MULTIPLA. I COMPAGNI
DEVONO SCEGLIERE LA RISPOSTA CORRETTA
a.
b.
c.
a.
b.
c.
MENTRE GUARDI E ASCOLTI. Cerchia
i verbi AL FUTURO e sottolinea i verbi al PRESENTE
Me ne accorgo così
Da un sospiro a colazione
Non mi piace sia tu
Il centro di me
Niente mi porterò
Solo vento tra le mani
Più leggera sarò
Sospesa
Sorriderò prima di andare
Basterà un soffio e sparirò
Forse sarà pericoloso
Forse sarà la libertà
Mi guarderai e vedrai una
Eppure non sarò sola
Una novità sarà
E mi porterà
A non fermarmi mai
Non voltarmi mai
Non pentirmi mai
Solo il cielo avrò sopra di me
Solo il cielo avrò sopra di me
Ricomincio da qui
Da un'effimera illusione
Mi risveglio e ci sei
Ancora tu
Qui
Da un sospiro a colazione
Non mi piace sia tu
Il centro di me
Niente mi porterò
Solo vento tra le mani
Più leggera sarò
Sospesa
Sorriderò prima di andare
Basterà un soffio e sparirò
Forse sarà pericoloso
Forse sarà la libertà
Mi guarderai e vedrai una
Eppure non sarò sola
Una novità sarà
E mi porterà
A non fermarmi mai
Non voltarmi mai
Non pentirmi mai
Solo il cielo avrò sopra di me
Solo il cielo avrò sopra di me
Ricomincio da qui
Da un'effimera illusione
Mi risveglio e ci sei
Ancora tu
Qui
DOPO AVER GUARDATO E
ASCOLTATO.
Discuti con i compagni in
classe
1. Qual è
l’argomento della canzone?
2. A cosa si
riferisce il titolo, secondo te?
3. Che genere
pensi sia questa canzone?
4. Scrivi con un
compagno due o tre versi di una canzone usando il futuro
5. Inzia una
serie di riflessioni sulla tua vita, iniziando con la frase “Ricomincio da
qui”... (2 versioni differenti per i due compagni del gruppo)
6. Cosa pensi di
questa canzone e della cantante?
7. Ascolta la
nuova canzone in testa alle classifiche TRE COSE di Malika Ayane. Cosa pensi
della canzone?
8. Ispirandosi
alla canzone di Malika Ayane, quali sono tre cose che ti devi ricordare di
fare?
domenica 3 marzo 2013
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